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Usanza delle mappe mentali in coaching

Per Carlos Rossi de Guayaquil, Ecuador

Testo tradotto da  Carolina M. Rossi di Ciudad Autonoma de Buenos Aires, Argentina

 

Tante volte, a diversi ambienti e imprese, mi hanno domandato: cos’è il coaching? Che istrumenti si usano?
Dare una risposta a qualcuna si queste due domande, per tanti voi sarà troppo facile, ma per quelle persona che non hanno  ascoltato parlare di coaching, non è strano farle (siamo nel secolo XXI, ma ancora ci sono organizzazioni vivendo un ritardo veramente grande).


Per rispondere la prima domanda soltanto ho detto: “sono i passi per potere svolgere persone più effettive nelle sue azioni orientate tra finalità personali e delle organizzazioni”.
Nella seconda, commentai che ci sono diverse istrumenti che i coaches possiamo utilizzare dipendendo del svilupo di scoperta che sia necessario dare per fare più facile le cose nel coachee. Uno di quei istrumenti sono le mappe mentali: questo è graficare il proprio modo di pensiero e analizzare certo tema particolare, di maniera facile, amichevole ma consistente.
Davanti questa risposta, l’interessati tante volte mi chiederono un essempio concreto di come può aiutare questa tecnica a imparare e fare più effettivo il tirocinio del coachee, così che non c’è niente meglio fa un caso reale per spiegarlo.

Durante i miei anni d’esperienza come coach (più da quattrocenti coachees d’imprese nazionali e multinazionali), ho adottato uno strumento (mappe mentali) estremadamente vantaggioso per il coaching perchè permette fareche i collaboratori possano vedere, analizzare, capire, diagnosticare e azzionare davanti ogni problema, senza importare il suo ambito.
Per essempio: nel tirocinio di temi importante, nel momento di decidere, nel intendimento di processi di lavoro, tra otre cose.

Le mappe mentali non sono più dal ragionamento sottile sull’intendimento di un tema, fatto di maniera gráfica, consistente, semplice e logica.
Le mappe mentali sono un forte istrumento per potenzializare il tirocinio delle persone in genere, ma sua applicazione nel processo di coaching è molto utile e fa crescere la efficacia del servizio del coach.
In un caso reale nel che ho participato per preparare e promozionare a una collaboratora, chi si stava disimpegnando come annalista di finanze (per potere essere Gerente di Finanze), usai la tecnica delle mappe mentali.
Voi potete osservare: se si fa un buon mappa mentale di un certo sviluppo, si trasforma nel medio per fissare il suo concetto e anche nel aiuto visivo per il diagnostico rapido di problema o situazioni critiche nello stesso.
Per cominciare a applicarlo, prima ho fisso “la finalità nella sua mente” (Abito 2 di Covey). Quest’era:
“Fare più facile al coachee il tirocinio generale di tutti i processi che dovrebbe controllare come gerente di finanze, trovare punti critichi, vedere un tempo prima procedimenti di controlli preventivi e anche fare strategie di relazioni tra persona per evitare conflitti interdistretalli tra settori della impresa, a momento che sarebbero problema tra loro o in processi incrocciati ai distretti.
Per potere avere i resultati chi aspettavo, ho processo delle siguente maniera:

* Prima applicazione di mappe mentali: la coachee ha dovuto studiare, analizzare e separare tutte le sue future responsabilità (guardandosi a se stessa già ome gerente di finanze. Per questa finalità si ha usato il manuale di funzioni).

* Seconda applizacione di mappe mentali: la coachee ha dovuto conoscere e anche capire i diversi processi, facendo uso della tecnica di graficare le mappe mentali, cominciando dal centro come si fosse il principio del suo posto di lavoro, poi lei ha aperto rami per ogni processo che dominarebbe di ogni distretto della impresa che risponderebbe a lei fino a lasciarli chiarissimi graficamente con spiegazioni anche chiare e semplici (lei usò disergni fatti a mano, fotografie per mostrate sistemi, tra altre cose importanti per il processo), facendo uso dei colori del semafoto per identificare temi normali oppure buoni (verde), temi dove si dovrebbe avere priamente precauzione (giallo) e temi critichi (rosso). Quei temi che non meritavano atenzione speciale o non eramo critichi nei processi, furono scritti in nero. Quello faceva molto più facile la comprensione visuale del livello d’importanza dei diversi piccoli processi dentro dei processi più grandi.

* Terza applicazione di mappe mentali: la coachee situò, parlò e conosciò a ogni collaboratore che lavorava nei punti critichi dei processi analizzati ed uniò informazione del problemi più comuni, mese oppure anno del succcesso e quale erano le soluzioni più adeguate per ogniuno di quei, Questo ha permesso graficare nelle mappe mentali i punti critichi e scrivere il ragguaglio delle occorrenze e frequenza, anche conoscendo ai collaboratori incaricati di questi punti, ha potuto fare strategie di relazioni basati nel FODA individuale, attraverso dell’uso di un modelo di stili sociali. Queste strategie furono scritti anche nel mappa mentale di forma riassunta.

 

Elaborazione del cartello guida della mappa mentale generale: quando la mappa mentale è finita con tutti i processi e i ragguagli, si l’ha stampato per potere farla uno strumento di diagnostico visivo, certo, rapido e oggettivo, e anche è un gran aiuto per un collaboratore promozionado oppure ingressato ultimamente nella impresa.

 

 

Vorrei distaccare che in questo caso ho scoperto che le mappe mentalli fatti si hanno trasformato in uno strumento fondamentale per evitare cattivi relazioni tra i distretti nelle imprese oppure conflitti tra i compagni, più d’essere un buonissimo consigliere, effettivo all’ora di selezionare collaboratori per lasciare lavoro ad altri oppure promozionare  altri posti dentro dei processi, perche conoscendo le competenze necessarie ei problemi più frequenti in ogni punto crítico, la coachee poteva eleggere o suggerire i collaboratori più adeguati per ogni posto di lavoro, facendo così minimo l’errorenella decisione della selezione o promozione dei postulanti al posto.

 

 

 

 

 

 

Profilo traduttore:

Carolina Melania Rossi, es técnica superior en Organización de Eventos y asistente de Ceremonial y Protocolo. Estudió italiano tres años y ahora está haciendo las carreras de Traductorado Público de italiano y Abogacía Penal (UBA). Tengo pasión por los libros. En el presente año comenzará  a desempeñarse como profesora de los dos niveles iniciales de italiano.

 

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